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Giovani orti in laguna… che Maravegia!

gennaio 14th, 2014  |  Published in SIHVe

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Il seme della nostra avventura ha cominciato a germogliare circa sei anni fa, quando Marco, frequentando il Master sulla cultura del cibo e del vino organizzato da Ca’Foscari, conosce Gastone Vio, uno dei pochi viticolori rimasti a Venezia, durante un’uscita organizzata a fine corso in laguna. Subito scocca una scintilla tra i due, e Marco inizia ad aiutare Gastone in vigna.

Anche Davide, che nel frattempo si occupava di promozioni commerciali e qualche servizio turistico in laguna, si rende conto ben presto di quale paradiso avesse plasmato Gastone negli anni, e cosa significasse quella vigna.

Inizia quindi in loro due una curiosità forte che li spinge alla ricerca di quelli che amano definire “artigiani” del cibo ma soprattutto del vino, dando vita al collettivo Verderame con il quale organizzano varie serate di degustazione, gite ed esplorazioni.

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Un’altra importante tessera proviene invece dall’incontro con Flavio Franceschet, Mauro Lorenzon e gli altri componenti dell’associazione La laguna nel bicchiere – le vigne ritrovate, i quali vinificano, ormai da sette anni nella cantina cinquecentesca del convento dell’isola di S. Michele, cimitero monumentale di Venezia, le uve provenienti da alcune vigne abbandonate della città.

Proprio durante alcuni lavori nell’ottobre 2013 per questa associazione, si è creata la squadra che forma ora la nostra società agricola La Maravegia: Dario Opportuni classe ’86, laurea in Urbanistica allo Iuav di Venezia con tesi sul consumo del suolo, l’unico con esperienza diretta presso un’azienda agricola biologica di Zelarino; Marco Dolci  nato nell’83, laureato in Conservazione dei beni culturali, Master sulla cultura del cibo e del vino, sommelier AIS; Samuele Griggio nato nel 1985, esperto artigiano cartongessista specializzato in strutture; Davide Tozzato anche lui del 1986, laureato in Economia e Gestione delle arti e delle attività culturali, accompagnatore turistico abilitato, proveniente dall’ambiente associativo della cittá. Tutti mestrini e tutti piu o meno amici.

La prima proposta per un terreno in laguna però arriva prima, durante l’estate, e per i soli Marco e Davide. Si tratta di una proprietà di circa due ettari nell’isola delle Vignole. Tutto l’entusiasmo di ricevere una telefonata simile si va a scontrare con la delusione di una divergenza di intenti e opinioni con il proprietario dopo sole due settimane.

La seconda proposta invece arriva attraverso Gastone a novembre, e questa volta si affronta con molto più raziocinio anche perchè questa volta ci coinvolge in quattro. Il tempo stringe e le previsioni di bilancio per un’azienda agricola sono difficili da avanzare. Ma questa occasione sembra quella giusta: la proprietà intera si estende per nove ettari, ed è l’unica che tocca ancora entrambe le sponde dell’isola dell’isola di Sant’Erasmo. Abbandonata per dodici anni è perfettamente “pulita”, adatta per la coltivazione secondo il metodo biologico che abbiamo in mente. La composizione del terreno non è delle più indicate per carciofi e vite, ma la promessa di avere i cardi di Gastone da piantare a febbraio, fa passare il Natale in trepidante attesa di ricominciare a lavorare sul contratto con il proprietario.

É il 7 gennaio quando effettuiamo il primo sbarco in isola con mezzi insufficienti, attrezzi inadeguati ma coraggio da vendere.
Cominciano così i lavori di ripristino dei terreni agricoli che si presentano più come riserva naturalistica che come orti, aiutati da un giovane allevatore e dal suo trattore da settanta cavalli.

Inverno molto piovoso, ottimo per le coltivazioni primaverili, ma problematico per tutte le lavorazioni necessarie per arrivarci.
Il tempo passa, i lavori avanzano, ma di case disponibili nemmeno l’ombra. Bisogna arrivare addirittura a fine marzo per riuscire a trovarne perfino due, quando ci si è fatti un po’ conoscere dagli isolani. Inizia così il vero e proprio trasferimento.
Nonostante la diffidenza degli indigeni per il nostro progetto che rifiuta l’agricoltura chimica, entriamo in produzione con diversi ortaggi, tutti più piccoli e lenti di quelli con cui ci dobbiamo confrontare tutti i giorni, ma cominciamo a crearci un mercato a Venezia e a riscuotere un discreto successo.

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Ora la sfida è riuscire a chiudere l’anno se non in attivo, quantomeno con la minor perdita possibile, per essere pronti ad affrontare con la consapevolezza necessaria il secondo ed arrivare finalmente al terzo, quando potremo iniziare le attivitá agroturistiche e didattiche pensate e progettate fin dall’inizio.

per info e contatti: La Maravegia Società Agricola

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